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La Psicologia Dei Bambini

Amministrazione

L'allattamento

Bimbo allattato al seno
Bimbo al seno

Parlando della nascita dicevamo:

"Con la nascita niente rimane uguale ed avviene la prima grande separazione: quella dall'unico ambiente finora sperimentato."

Adesso bisogna darsi da fare caro Paolo!

Quella dell'allattamento è una fase della vita del bambino che inizia con una grande novità: la necessità di far qualcosa attivamente per alimentarsi, cosa che apre la strada del lungo percorso di crescita dal momento della nascita in avanti verso una sempre maggiore indipendenza. E' un percorso ricco di eventi evolutivi importantissimi che costruiranno le basi della sua psiche, della sua personalità e della sua peculiare percezione del mondo.

Le mamme lo sanno, sono molto coinvolte in questo processo, se ne sentono responsabili, perfino. Tutti sanno che da questo momento, la vita in famiglia si trasforma completamente, arrivano mille ansie e domande, soddisfazioni e frustrazioni, angosce, paure, problemi che albergano nella madre soprattutto, ma che di solito coinvolgono l'intera famiglia.

Spesso poi viene tutto dimenticato, a meno che sia successo qualcosa di veramente traumatico, e quando incontro in consultazione i genitori, per un problema sorto molto più avanti nel tempo, scolastico o di sonno o anche alimentare, e chiedo notizie sull'allattamento sono spesso stupiti e non comprendono perché mai stiamo a perdere tempo parlando di una cosa così lontana.

Ne dobbiamo parlare perché l'esperienza dei primi tempi della vita costruisce le basi del futuro sviluppo mentale ed affettivo del bambino e dai racconti delle madri si può cominciare ad intravedere che tipo di bimbo era già allora questo giovanotto che oggi, tanto per fare un esempio, non vuole andare a scuola, o esibisce comportamenti che allarmano le maestre... o altro.

Già, perché il bambino nasce con un suo carattere che in parte sta da sempre nel suo codice genetico ed in parte si è formato durante la gravidanza. Prima di nascere ha avuto esperienze importanti che, da un lato gli hanno fornito strumenti che gli saranno utili per orientarsi nel futuro mondo esterno e dall'altro hanno cominciato a costruire legami di significato emotivo tra le esperienze stesse. Questi significati sono fondamentali perché molto primitivi. Dopo la nascita avrà la tendenza a trovare conferme, nel bene e nel male. Quindi ha già una personalità ed un carattere.

Comunque adesso si trova all'esterno e ed incontra nuovi bisogni. Enormi nuovi bisogni.

Il contenimento fisico non si può perdere da un momento all'altro ed il bambino lo ritroverà nel contatto con il corpo della mamma, nel suo abbraccio, nel suo odore, nel suono della sua voce.

Bimbo allattato male al seno
Modo scorretto di allattare

Guardate adesso l'immagine a destra: il bambino è completamente staccato dal corpo della mamma, tira su il braccino, forse per trovare almeno il contatto della sua testa e rannicchia le gambette per chiudersi in un tentativo di autocontenimento.

Se questo modo di essere "tenuto" dovesse ripetersi spesso, le conseguenze potrebbero essere anche gravi.

Le mamme si sentono personalmente responsabili della loro capacità di "produrre" latte, sono orgogliose di poter nutrire il proprio piccolo e soffrono quando si verificano difficoltà. E' molto probabile che non tutto fili liscio in un periodo in cui la mamma ed il bambino devono mettersi d'accordo su come convivere.

Bisogna prendere decisioni, si offre il seno a richiesta o ad orari fissi? Ogni quanto tempo? Come capire quando il piccolo ha fame o piange per altro, per esempio per richiedere un contatto? Può succedere che il bambino sia pigro oppure avido, che la mamma abbia poco latte o troppo, che ci siano momenti di normalissima incomprensione che disturbano la relazione. Può succedere che sia necessario interrompere l'allattamento al seno e passare al biberon, oppure integrare il latte materno con quello in polvere.

Tutti questi sono fatti che turbano la fantasia materna di una simbiosi perfetta, e la fanno sentire spesso inadeguata. E' importantissimo, quindi il sostegno dell'ambiente, del marito soprattutto e poi dei propri genitori e suoceri. Le madri, specialmente se si tratta del primo figlio, sono molto delicate e fragili, in questo periodo, anche se dimostrano, e si fanno, forza.

Che sia seno o biberon, il bambino sarà comunque fisicamente alimentato.

La serenità dell'ambiente, la disposizione a capirlo, gli fornirà il nutrimento emotivo necessario per una crescita sufficientemente sana.

In questa prima fase della sua vita, le preoccupazioni dei genitori, di solito ruotano attorno all'alimentazione ed al sonno.

Io penso che sia importante una buona elasticità e buon senso nella gestione di questi aspetti importanti della vita del piccolo e di tutta la famiglia. Non regole rigide ma capacità di adattamento, oltre, naturalmente, i consigli di un buon pediatra.

C'è motivo di preoccuparsi solo quando il bambino rifiuta troppo a lungo di alimentarsi adeguatamente e non prende peso, e quando i pianti diurni e notturni sono inconsolabili e diventano insostenibili per l'ambiente.

Anche i più piccoli possono soffrire di sensazioni dolorose e, addirittura, angoscianti; più spesso hanno bisogni e desideri che possono essere capiti. Il tipo di pianto del loro piccolo per le mamme non è un mistero, e può essere decifrato: loro sanno quello che sta dicendo il bambino quando piange. Un esempio:

Un bambino di 25 giorni, Claudio, ha dovuto lasciare il seno perché la mamma non ha avuto la montata lattea.

Adesso è nella sua culla e strilla, sebbene abbia appena finito il biberon. Dunque, terminata la poppata è stato messo nella culla, ma, per qualche motivo è scontento e piange: non può essere fame, forse non vuole essere lasciato solo ma abbracciato? Forse ha mal di pancia o un altro disturbo?

La mamma lo prende in braccio sorreggendogli la testa. Il bambino sembra annaspare, agita le braccia, apre e chiude i pugni tendendo le gambe. Sembra disperato ed anche la mamma è agitata; anche il ciuccio che la mamma gli offre viene ripetutamente sputato..... Sempre più disperato, Claudio si inarca, spingendo indietro la testa e cerca di voltarsi verso il seno annaspando con le mani nell'aria. La mamma volta leggermente il bambino verso di sé, egli strofina il volto sul seno della mamma e lentamente smette di piangere. La madre commenta "tu vuoi le tette della mamma, eh?"*

Ecco che si sono capiti.


*(Fonte: D.Vallino-M.Macciò, Essere neonati)