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La Psicologia Dei Bambini

Amministrazione

Primi oggetti

Molto presto dopo la nascita, il bambino lattante comincia a giocare. Lo fa già quando smette di succhiare e solletica il capezzolo con la lingua, per esempio.

E' un evento importante nella gamma dei milioni di cose che hanno un significato di crescita.

Perché ha un significato di crescita? Perché si tratta di un'attività che supera il concreto bisogno primitivo di sopravvivenza. Il bambino comincia a voler alimentare la propria esperienza, oltre che a placare la fame. Si sente stimolato in modo diverso dalla fonte del latte che lo nutre e la esplora con la lingua.

Attenzione mamme! Lasciatelo fare, è importante e non vuol dire che non ha più fame né che il vostro latte non è buono. Vuol dire che il bambino sta crescendo. Poi giocherà con la camicetta della mamma, con la collana, con i capelli...(non sgridatelo, se ve li tira un po').

Il gioco infantile, come tutti sanno, è un'attività piacevole che segna l'apertura del bimbo verso il mondo che gli è attorno, quindi si iscrive nel percorso di ampliamento dei suoi spazi e del suo sviluppo.

Bimbo che gioca con il suo piedino

Ecco un bambino che gioca con il proprio piedino. E' naturale: dopo quello della mamma, anche il proprio corpo diventa oggetto di esplorazione. Se si osserva l'intenso impegno con cui i bambini si esercitano in questa performance, si può capire quanto sia importante e quanta soddisfazione derivi dalla sua riuscita. Si tratta, dunque, di un'avventura a lieto fine e, infatti, le prime volte gli adulti presenti istintivamente festeggiano con un "bravo!" e magari un applauso.

I primi giochi, quindi, sono "fisici" ed hanno un certo carattere di "concretezza" sebbene con significati già di tipo psichico.

I bambini piccoli amano gli oggetti soffici, che ricordano sensazioni tattili gradevoli (seno, corpo materno, carezze...). Via via, tali oggetti acquistano un significato in sé, un significato che appartiene anche allo spazio oggettivo. Un orsacchiotto di pelouche, da un lato ha quelle caratteristiche materne di morbidezza che il bambino ama, e, dall'altro, è anche un oggetto che ha una realtà propria. E' il primo giocattolo-cosa, con cui il bimbo ancora non inventa giochi ma che rappresenta un momento di passaggio verso l'astrazione simbolica e la capacità di immaginare. D'altronde anche l'abbraccio di "contenimento" corporeo di cui abbiamo parlato nella sezione "Nascita" contiene già un importante significato psichico.

Bimbo con un peluche
Immagine da www.pianetamamma.it

Un oggetto capace di fornire emozioni e sensazioni, tutto alla mercé del bambino che potrà utilizzarlo a suo piacimento (si spera), trarne un senso di protezione, aggredirlo senza timore di ripercussioni, succhiarlo e mordicchiarlo quando e come vorrà. Perchè "sembra" la mamma, ma non è la mamma.

Il mondo si allarga.

Da questo momento in poi, attraverso microscopiche tappe evolutive, sostenute dalla maturazione del sistema nervoso e l'accrescimento delle capacità fisiche, il bambino parte fuori dalla culla e dalle braccia degli adulti alla conquista dello spazio, muovendosi sempre più autonomamente: gattonerà e poi camminerà; troverà infiniti stimoli nuovi, cose inimmaginabili prima: pentole, libri, sportelli, manopole... Naturalmente ci giocherà, con grande disperazione delle persone della famiglia che diranno addio all'ordine e che inciamperanno, anche loro, in qualcosa di inaspettato in giro per casa. Questi "giochi" sono attività esplorative molto emozionanti. I bambini non giocano come gli adulti, loro "lavorano" alimentando la mente e la conoscenza.

Però, anche in questa fase, non sempre le cose vanno lisce e può succedere che qualche piccolo esploratore resti "bloccato" e sembri non interessato ad andare oltre il magico momento di sicurezza che sente di aver conquistato.

Come Linus, ad esempio.

Linus con il suo asciugamano

In questi casi bisogna non sottovalutare il significato di questo arresto ed interrogarsi per provare a capire come mai l'intrepido scalatore ha deciso di piantare più a lungo le tende nel campo-base. Magari ha solo bisogno di riposare un po', magari c'è qualche motivo più serio... Questo è un periodo di grandi cambiamenti ed è importante interessarsi a lui senza troppa ansia, se si riesce, perché ha bisogno di sentirsi capito e sostenuto. Spesso ciò è sufficiente a farlo ripartire!